Skip to main content

“Gestire la voce della psichiatria italiana: il mio lavoro come Social Media Manager per la SIP”

Una strategia di comunicazione scientifica che ha trasformato la presenza digitale della Società Italiana di Psichiatria.

Seguire la comunicazione della Società Italiana di Psichiatria significa dare voce, ogni giorno, a uno dei temi più delicati e complessi del nostro tempo: la salute mentale. Quando ho iniziato questo progetto, l’obiettivo era quello di trasformare la presenza digitale della SIP in uno spazio autorevole, riconoscibile e capace di raggiungere pubblici molto diversi tra loro. Alcuni canali non esistevano, altri erano rimasti fermi per anni, altri ancora avevano bisogno di una direzione chiara. Da allora è iniziato un lavoro quotidiano fatto di ascolto, cura dei contenuti, sviluppo grafico e costruzione di una vera identità comunicativa.

“Quando ho iniziato a seguire la comunicazione della SIP, una parte dei canali non esisteva e un’altra parte era completamente ferma…”

La mia strategia si è articolata su due fronti: da una parte la diffusione costante di notizie certificate, selezionate dai principali quotidiani e dalle fonti istituzionali, dall’altra la creazione di una veste grafica coerente, immediatamente riconoscibile e soprattutto rispettosa della sensibilità dei temi trattati. Ogni visual nasce con l’intento di informare senza semplificare, di raccontare senza stigmatizzare. Le grafiche dedicate alla depressione, al disturbo bipolare, al rapporto con il denaro, all’attività fisica e benessere mentale sono diventate un tratto distintivo della pagina, un elemento che ha contribuito a costruire fiducia e continuità.

Parallelamente, ho lavorato a stretto contatto con l’addetto stampa della SIP, coordinando uscite, verificando i contenuti e garantendo un allineamento costante tra comunicazione scientifica, divulgazione e notizie di attualità. Questo lavoro di mediazione è stato essenziale per mantenere precisione, tempestività e coerenza tra i vari canali, ma soprattutto per consolidare la credibilità della società agli occhi di giornalisti, istituzioni e lettori.

I risultati sono arrivati in modo completamente organico, senza alcuna sponsorizzazione. LinkedIn, che inizialmente non esisteva, oggi conta quasi tremila utenti ed è diventato un punto di riferimento per testate e aziende che ora taggano la società nei propri contenuti. Facebook, un tempo inattivo e quasi privo di vita, ha ritrovato slancio: più di ottomila utenti, oltre centomila visualizzazioni in un solo mese e migliaia di interazioni reali. Instagram, creato da zero, ha superato i mille utenti con oltre cinquantamila visualizzazioni mensili. Anche YouTube, utilizzato soprattutto come archivio e supporto al sito SIP, ha raccolto un migliaio di visualizzazioni sui video caricati nel 2025.

Oggi la SIP è tornata a essere una voce attiva, costante e riconosciuta nel panorama digitale italiano. Non solo informa, ma dialoga; non solo pubblica, ma viene citata, seguita e taggata da giornali nazionali e partner istituzionali. Questo progetto dimostra quanto una comunicazione costruita con cura possa diventare un vero strumento di divulgazione e un valore per la comunità professionale.

Per realtà scientifiche, associazioni e professionisti che desiderano rinnovare la propria presenza online, costruire un’identità solida o dare forma a contenuti complessi in modo chiaro ed etico, questo lavoro rappresenta un esempio concreto di ciò che una strategia comunicativa ben progettata può ottenere. Negli anni ho sviluppato la capacità di creare video capaci di valorizzare un evento o un progetto in pochi secondi, trasformando immagini e dettagli in una narrazione potente.

Uno dei momenti più intensi del mio lavoro arriva ogni anno con la Giornata Mondiale della Salute Mentale. In quelle ore, i social della SIP diventano un punto di incontro nazionale: un flusso continuo di immagini, messaggi, testimonianze, città che si illuminano di verde per ricordare che la fragilità non è qualcosa da nascondere.

Il mio compito è dare voce a tutto questo, accompagnare sui canali ufficiali una campagna che parla di rispetto, consapevolezza e vicinanza. Raccogliere e condividere le foto dei monumenti illuminati, costruire gallery, scegliere le parole giuste: è un lavoro che trasforma i social in un luogo di comunità, dove ogni scatto racconta che la salute mentale riguarda tutti, senza distinzioni.

Ogni anno, quella luce verde riempie la mia timeline e mi ricorda perché questa comunicazione è così importante: perché dietro ogni immagine c’è una storia, e dietro ogni storia c’è una persona che merita di essere vista e ascoltata.

 La fragilità non è qualcosa da nascondere.