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Progetto Fotografico
Evidenze Ignorate

Sulla sostenibilità globale non ci sono più dubbi: il futuro è adesso

Il cambiamento climatico è un evidenza e sempre più persone prendono consapevolezza che lo stile di vita che stiamo tenendo sia incompatibile con un’idea di sostenibilità globale. Ma allo stesso tempo resta difficile, molto difficile, decidere di abbandonare alcune delle comodità dell’era moderna, abitudini che oggi ci sembrano imprescindibili ma che contribiscono ad aggravare una situazione mondiale che continua a correre verso il punto di non ritorno.

La lotta al cambiamento climatico; la necessità di andare verso un futuro prossimo che sia più sostenibile; è la sfida che oggi è diventata impellente per tutta l’umanità, come si denota dai “goals” lanciati dalle Nazioni Unite, i 17 punti da raggiungere per una nuova sostenibilità entro il 2030. E sebbene molti oggi si dicono consapevoli del bisogno di agire, dinanzi un mondo che sta collassando, stiamo davvero cambiando il nostro stile di vita?

Progetto Fotografico

Il progetto fotografico “Evidenze Ignorate” ha come obiettivo quello di realizzare scatti dove la serenità della modella nella sua vita quotidiana è in aperto contrasto con la distruzione circostante.

Effetti di un mondo alle prese con le grandi sfide del cambiamento climatico e della ricerca di nuove forme di sostenibilità globale, che però vede ancora ampie difficoltà da parte di popolazioni, paesi ed istituzioni nel affrontare il problema e cambiare i propri stili di vita. Ed intanto il mondo continua la sua manifesta sofferenza davanti ai nostri occhi.

Edifici Abbandonati

Aumento del tasso di criminalità e di disoccupazione; diminuzione di opportunità per cittadini ed imprese; crollo del valore degli immobili nella zona. Ecco alcuni degli effetti di un fenomeno purtroppo sempre più visibile ai nostri occhi: l’abbandono di edifici.  La demolizione non sempre è la soluzione migliore, avendo un forte impatto ambientale a causa dei detriti. La riconversione di beni dismessi incentiverebbe, invece, lo scambio di buone pratiche e donerebbe una nuova vita alle aree coinvolte.


Cementificazione

I dati pubblicati dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) parlano chiaro: nel 2019 sono nati 420mila bambini ma si sono consumati 57 milioni di metri quadrati di suolo. È come se ogni nascita sia stata accompagnata da 135 metri quadrati di colate di cemento.


Moda sostenibile

195 Stati Membri dell’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) hanno firmato l’Accordo di Parigi con l’aspirazione comune di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. Anche la moda vuole partecipare al cambiamento, prediligendo alternative green ed ecosostenibili. Come? Avvalendosi di materie meno inquinanti e nuove tecnologie; riducendo gli sprechi nella produzione. Il modello persegue, inoltre, scelte etiche senza lo sfruttamento del lavoratore e con la salvaguardia delle tradizioni.


KM 0

Dopo una percorrenza media di 1.900 chilometri, i cibi che giornalmente consumiamo arrivano sulle nostre tavole. Ancora ci stupisce, però, il fatto che la produzione alimentare da sola stimi circa un terzo delle emissioni globali di CO2. Scegliendo il Km 0, possiamo ridurre l’uso di carburanti, imballaggi e costi.


Acqua

Si stima che entro il 2030 i cambiamenti climatici spingeranno 100 milioni di persone in più a migrare. Una delle maggiori cause è la mancanza di acqua. Secondo il rapporto della FAO, la disponibilità pro-capite è diminuita del 20% in due decenni.


Concreto attivismo 

Il cambiamento climatico è diventato evidenza e presuppone una maggior consapevolezza da parte di tutti. L’emergenza rischia di avere terribili effetti sulla salute, implementando malattie croniche e infettive.  Questi fatti rischiano di ostacolare il raggiungimento dell’assistenza sanitaria universale (Universal Health Coverage  – UHC) al centro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Secondo i dati raccolti da ASVIS l’82% degli europei afferma che i cambiamenti climatici hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana, (il 98% in Cina e al 76% negli Stati Uniti) ma quasi metà degli Europei restano scettici di poter cambiare le cose.


Fotografa – Erica Tamietti

Fin da piccola sono sempre stata fortemente attratta dalla storia e dall’arte, ambiti che hanno influenzato il mio percorso di studi, dal liceo classico prima al corso universitario in Beni Culturali poi. Parallelamente ho operato nell’associazionismo culturale e giovanile, che ben presto si è trasformato in lavoro. Per molti anni ho portato nelle classi di ogni ordine e grado tematiche quali ambiente, migrazione e fotografia. Dal 2017 sono diventata coach del progetto fotografico dell’associazione YEPP Falchera all’interno del Centro per il Protagonismo Giovanile El Barrio. In questo ruolo mi occupo prevalentemente dell’organizzazione di attività fotografiche, coordinamento di volontari e gestione della sala pose. A livello fotografico sono dedicata alla produzione di materiali promozionali per enti del Terzo settore, all’elaborazione della copertina del libro “I diritti dell’amore” per la Diderotiana Editrice e book fotografici per privati e attori. Sono tutt’oggi vicepresidente di YEPP Italia (Youth Empowerment Partnership Programme).

Modella – Manuela Marascio

Manuela Marascio è attrice e giornalista di cultura e spettacolo. Frequenta il palcoscenico fin da bambina, partecipando a corsi e rappresentazioni tra le scuole medie e superiori e affiancandovi lo studio del canto e della chitarra acustica ed elettrica. Si è formata al Teatro Nuovo di Torino e attraverso seminari e masterclass di recitazione. Attualmente è inserita in diverse compagnie locali (IPTI – Il Piccolo Teatrro Instabile, Eleftherìa, Libere Gabbie, Maison du théâtre) che spaziano dalla commedia al dramma, dal teatro civile al cabaret. È attiva nel vercellese con la Bieffepi Eventi, che si occupa di visite animate in residenze storiche, rievocazioni, cene con delitto e tour tematici. Nel 2017 ha scoperto il burlesque ed è attualmente membro del collettivo Cabaresque Project, che attinge alla rivista e al vaudeville rivisitati in chiave contemporanea. È nel cast della saga thriller/horror/fantasy firmata dal regista Pupi Oggiano, il cui quarto film sarà in lavorazione dal prossimo giugno. Ha lavorato in radio e tv locali. È laureata con lode in Letteratura, Filologia e Linguistica italiana e sta conseguendo la seconda laurea al Dams.

Progetto fotografico realizzato da
Alessandro Genitori


Erica Tamietti


Manuela Marascio